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Scurcola Marsicana - la storia

Scurcola Marsicana è posta alle falde dei monte S. Nicola ad una altitudine di 700 metri s.l.m. Il comune fa parte della provincia di L'Aquila e ad esso appartiene la frazione di Cappelle.
Il nucleo storico del paese si trova in posizione sopraelevata rispetto alla pianura circostante e da esso si gode una vista panoramica di grande effetto che permette di spaziare su tutta la piana sottostante; inoltre verso nord est si può ammirare l'imponente massiccio del Velino, mentre più distante, al di là dell'alveo dei Fucino si erge il Sirente e si intravede anche la Maiella. Al lato sud - sud est si elevano i monti Simbruini dei quali si scorge la vetta del Viglio e verso sud - sud ovest il monte Aurunzo, il monte Padiglione, ecc.
La sua ubicazione centrale e strategica rispetto alla vasta piana dei Palentini ne avrà certamente determinato in epoche antiche la sua nascita e successivamente il suo sviluppo al quale non è estranea la via Valeria che la attraversava e che congiungeva Roma ad Alba.
Stando infatti a quanto scrive il Febonio nella sua "Storia dei Marsi", in questo luogo sorgeva già in epoca romana Cucùlo, citato dallo storico Strabone, ed anche strutture di scolta (excubiae); toponimi questi che hanno poi determinato per confusione e contrazione l'attuale denominazione di Scurcola. Si tralascia di dissertare sulla vexata quaestio relativa all'origine dei nome riguardo alla quale esistono varie altre ipotesi che per brevità si omette di citare.
In epoca preromana sono esistiti nel territorio scurcolano insediamento abitativi sul monte S.Nicola e sull'altura di Case della Madonna, confermati dalla recente scoperta, nell'adiacente pianura, della grande necropoli dell'età del ferro risalente al IX-V secolo a.C.
Durante il periodo romano (se si vuoi dar credito alla interpretazione feboniana di Strabone) si può ipotizzare che Scurcola sia stata un consistente insediamento umano con fini strategico-militarì.
In epoca medioevale la distruzione della vicina Alba e la precarietà difensiva dei villaggi circostanti, spinsero i rispettivi abitanti a confluire verso l'abitato di Scurcola ove, secondo lo storico abruzzese Di Pietro, affluirono in parte da Alba ma nella maggior parte da Villa Pontia, dal paese S.Nicola (situato sulla cima dei monte omonimo), da Casale detto Colle (situato dove fu poi edificato il convento dei Cappuccini), dal casale S. Lorenzo, dal villaggio S.Giovanni, da S.Lucia. da Conca d'oro, località queste poste tutte nelle immediate vicinanze di Scurcola.
Storicamente il fatto che pone Scurcola in primo piano è rappresentato dal conflitto che contrappose Svevi e Angioini e che ebbe il suo epilogo proprio alle porte del paese. La lotta avrebbe deciso quale delle due dinastie avrebbe avuto in seguito il dominio del Meridione d'Italia.
Era il 23 agosto del 1268 quando nella pianura prossima al paese e precisamente sulle rive del fiume Imele-Salto si fronteggiarono in una battaglia campale Corradino crede legittúno degli Hobenstaufen, e Carlo d'Angiò, principe della casa regnante in Francia.
Fu questo m avveninento di grande rilevanza storico-politica che con la vittoria di Carlo pose fine all'illuminato indirizzo politico-amministrativo che Federico Il aveva impresso al suo regno e segnò l'inizio di un periodo certamente negativo per l'Italia parlando del quale qualche storico lo definisce caratterizzato da una politica di rapina.
Anche l'assetto politico europeo, con il variare degli equilibri precedenti, risentì dell'avvento angioino e dette nuovo vigore all'influenza del Vaticano nel quadro della complessiva politica europea dell'epoca.
Potrebbe sembrare una illazione azzardata l'idea avanzata da qualche storico che fa addirittura risalire all'involuzione angioina, subita dall'allora "moderno" stato federiciano, l'inizio della tanto dibattuta "questione meridionale" ancora oggi insoluta e che crea allo stato italiano infiniti problemi e preoccupazioni.
Si può quindi concludere che la rilevanza storica della battaglia scurcolana, seppure in chiave negativa, non è seconda ad altri importanti avvenimenti che nel passato hanno contribuito a cambiare il corso della storia. Conseguita la vittoria ed ultimate le operazioni belliche, Carlo fece edificare sul luogo stesso della battaglia un grandioso tempio in onore della Madonna da cui aveva invocato la protezione nell'imminenza dello scontro armato. Il tempio, dotato di monastero ed affidato alla cura dell'ordine cistercense, venne chiamato "della Vittoria" in ricordo del fausto evento. Esso fu consacrato nel 1278 alla presenza di re Carlo.
La statua che vi venne insediata per la venerazione dei fedeli era stata fatta pervenire dalla Francia dove re Luigi IX, fratello di Carlo, su richiesta di costui, aveva fatto scolpire dai propri artisti in un tronco di ulivo l'effigie della Vergine. Questa sacra immagine di grande valore artistico e di incantevole bellezza, in seguito ai terremoti che distrussero la vecchia abbazia angioina, venne trasferita in una nuova chiesa, edificata nel 1525 nella parte più alta di Scurcola presso il castello orsiniano. Particolare importante dei santuario è il magnifico portale gotico proveniente dal diroccato tempio angioíno.
Passando alla descrizione dell'agglomerato urbano, va citata prima di tutto la poderosa e massiccia mole del castello Orsini che si impone immedìatamente alla vista di chi ammira il panorama. Esso impropriamente è denominato castello ma in realtà si tratta di una rocca che rappresenta un originale esempio di architettura fortificata: la struttura rispecchía varie fasi edificatorie.
La sua origine infatti risale al XII secolo (1 150-67) epoca nella quale venne eretta una torre normanna che in seguito i signori del luogo, i De Pontibus, trasformarono in una struttura difensiva a pianta pentagonale, probabilmente intorno al 1268.
In una successiva fase (sec.XV) si pervenne, ad opera degli Orsini, subentrati nella signoria dei luogo, alla struttura attuale che, nel secolo XVI, fu ritoccata parzialmente dai Colonna.
Non viene esclusa dagli esperti la possibilità che la torre di scolta del XII secolo insista su un manufatto di epoca romana.
L'edificio è posto alle pendici del Monte S. Nícola a conclusione del disegno piramídale dell'agglomerato urbano ed è in sostanza una rocca a pianta trapezoidale che ha l'aspetto di una ben m-unita fortezza, dotata di due torrioni cilindrici a valle e di un massiccio ed imponente puntone semiellittico a monte. inglobante la preesistente torre duecentesca di pianta pentagonale.
Attualmente il fortilizio è gravemente deteriorato ed è minacciato di ulteriore rovina; inoltre si ha motivo di temere un irreversibile processo di degrado.
Trattandosi di un bene appartenente a privati e tenuto conto della necessità di procedere ad un urgente intervento di consolidamento, il Ministero per i Beni culturali, per interessamento di un gruppo di cittadini costituitosi in un apposito comitato, ha stanzìato di recente un miliardo e mezzo di lire da destinare a lavori tendenti a contenere ed arrestarne l'ulteriore deterioramento.
Attorno al Castello è sorto il primo nucleo cittadino con struttura avvolgente, localizzato inizialmente nella parte più alta che a monte era protetto "la rocca ed a valle difeso da una cerchia di mura, oggi poco ravvisabili perché crollate o inglobate nel tessuto edilizio urbano.La parte pianeggiante del paese è costituìta invece dall'ampliamento e dal moderno sviluppo edilizio che si è realizzato a partire dai primi dei novecento. Il centro storico presenta aspetti degni di interesse e di menzione come ad esempio la Chiesa di S. Egidio con il suo portale romanico, la Chiesa parrocchiale della SS. Trinità con la sua imponente facciata e con la sottostante scalinata barocca. Alla sua destra sì affianca la piccola cappella dei SS. Sacramento. L'insieme architettonico è dominato dallo svettante campanile con cella campanaria e grande orologio.
C'è poì la Chiesa dì S. Antonio con il suo interessante e ammirevole portale gotico proveniente anche questo dalla diruta S. Maria della Vittoria.
Le note più suggestive che fanno da contrappunto all'impianto abitativo del paese sono la sede comunale, la fontana della Venere, il cippo con gladio di epoca romana, il portale di stile gotico della cappella delle Anime Sante, il portale dell'antica cappella patrizia dei conti Vetoli.
Sono da segnalare anche alcuni scorci urbani che caratterizzano ed ornano l'intemo del nucleo storico: la porta Cantalupo e la Portella (che in antico permettevano l'accesso all'intemo della cinta muraria), l'arco Ansini, la vecchia sede comunale con il soprastante stemma municipale, l'arco detto di Scoccetta, la via Corradino che al numero civico 43 offre alla vista un'elegante finestra bifora.
A chi ama fare nuove scoperte e vuole vivere le suggestioni del passato, una visita a Scurcola e dintorni permetterà certamente di soddisfare le curiosità culturali e anche di godere della veduta di panorami e di paesaggi incantevoli.

Erminio Di Gasbarro
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