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LA RITENZIONE DELLA PROTESI MOBILE TOTALE
SUPERIORE ED INFERIORE:
FATTORI FISICI E FATTORI ANATOMO-FISIOLOGICI
DA ESPLETARE E RISPETTARE
d.r.Marcello Moreno Bisegna d.r. Raimondo Nanni
ESTRATTO DA: CONCILIUM SANITATIS PERIODICO TRIMESTRALE
(Iscr. Trib. Roma 535/85) Anno VII - n. 3-4 1991
LA RITENZIONE DELLA PROTESI MOBILE TOTALE SUPERIORE ED INFERIORE:
FATTORI FISICI E FATTORI ANATOMO-FISIOLOGICI DA ESPLETARE
E RISPETTARE
RIASSUNTO
Gli autori analizzano i differenti fattori fisici e biologici
da cui dipende la ritenzione della protesi mobile totale sup.
e inf.
I primi adesione, coesione e pressione atmosferica intervengono
direttamente nella ritenzione; i secondi rappresentati da
svariati elementi anatomo-fisiologici della cavità
buccale, permettono di approfittare meglio dell'azione ritentiva
dei primi. I fattori biologici in particolare possono essere
positivi (da espletare) o negativi (da rispettare), a seconda
se favoriscano o si oppongano alla ritenzione.
Di conseguenza, un esame clinico approfondito dei fattori
biologici positivi e negativi è d'obbligo se si desidera
approfittare di quelli positivi e affinché la negatività
degli altri risulta solo potenziale non reale.
INTRODUZIONE
La ritenzione della protesi mobile totale sup. ed inf. dipende
da alcuni fattori fisici (adesione, coesione, e pressione
atmosferica). L'azione ritentiva di questi fattori può
essere migliorata espletando e rispettando alcuni fattori
anatomo-fisiologici.
Gli elementi anatomo-fisiologici sono fattori biologici positivi
quando favoriscono la ritenzione delle stesse. Questi fattori
positivi possono diventare negativi e impedire l'ermetismo
della giuntura periferica allorquando non sono sufficientemente
studiati sia da un punto di vista anatomico che fisiologico.
Gli elementi anatomofisiologici da rispettare sono i fattori
biologici negativi, perché si oppongono alla ritenzione
delle protesi mobili totali. Questi stessi fattori biologici
negativi devono essere molto ben studiati sia da un punto
di vista anatomico, sia da un punto di vista fisiologico,
affinché la loro negatività resti potenziale
e non diventi effettiva.
FATTORI DI RISCHIO
Come detto i fattori fisici, da cui dipende la tenuta della
protesi mobile totale sup. e inf. sono: l'adesione, la coesione,
la pressione atmosferica.
ADESIONE: per quello che concerne la protesi totale sup.
e inf. è l'adesione (cioè l'attrazione tra superfici
differenti) della saliva tra la faccia mucosa e la faccia
di contatto della protesi che gioca un ruolo essenziale nella
tenuta.
Questa adesione è tanto più importante quanto
più il contatto tra la superficie mucosa del palato
e la superficie di contatto della protesi è più
importante quanto più il contatto tra la superficie
mucosa del palato e la superficie di contatto della protesi
è più intima e più estesa.
L'adesione diventa ottimale quando il film salivare è
di spessore minimo (una frazione infinitesimale di millimetri
che secondo alcuni autori deve essere inferiore a 0,00125
ml.).
Affinché il film salivare possa essere il più
possibile sottile, la morfologia della superficie di contatto
della protesi dovrà essere l'immagine fedele della
superficie mucosa del palato.
E' indispensabile a tal fine nel prendere l'impronta tenere
conto delle seguenti precauzioni:
- far sciacquare accuratamente la bocca al paziente per eliminare
l'eccesso di saliva
- asciugare la superficie mucosa d'appoggio
- praticare dei fori sul porta impronta individuale a livello
delle regioni troppo comprimibili al fine di evitare loro
modificazioni morfologiche nel momento della presa dell'impronta.
L'impronta di una superficie mucosa d'appoggio morfologicamente
modificata può compromettere funzionalmente l'adesione
della protesi mobile totale. Infatti dopo aver compresso i
tessuti molli, essi hanno la tendenza a riprendere la loro
forma primitiva ed il film salivare e interposto non sarà
più conseguentemente sottile in modo uniforme ma sarà
a tratti più spesso. Finchè la superficie di
appoggio della protesi sia più possibile estesa, compatibilmente
con l'estetica e la funzione, è indispensabile prendere
in considerazione tutti gli elementi anatomo-fisiologici della
cavità buccale (elementi anatomo-fisiologici da espletare)
nel prolungare le protesi mobili totali nelle regioni periferiche
molli.
Queste regioni sono rappresentate a livello del mascellare
superiore nelle regioni palatine posteriori (volta palatina
e sella pterico-mascellare) le regioni paratuberositarie (tasche
paratubero-sitarie d'Eisering e, ai margini del mandibolare
inferiore dalle regioni, sublinguari anteriori, le regioni
sub-linguari posteriori, le regioni del solco De Fish e le
regioni delle eminenze piriformi.
COESIONE: la coesione (attrazione molecolare tra le particelle
di saliva) rappresenta un fattore ottimale, allorquando la
saliva è relativamente ricca di mucina e presenta una
densità vicina a 1,003.
PRESSIONE ATMOSFERICA: la pressione atmosferica, interviene
nella tenuta della protesi mobile totale sup. e inf., unicamente
quando la loro sagoma periferica si trasforma in una giuntura
periferica effettiva (ermetica) e quando un vuoto parziale
(depressione) si crea fra la superficie di contatto della
protesi e la faccia mucosa di appoggio nel corso dei leggeri
spostamenti funzionali e para funzionali delle protesi mobili
totali. L'importanza della pressione atmo-sferica può
essere messa in evidenza clinicamente a livello del porta
impronta individuale superiore, dopo aver preparato correttamente
il contorno periferico.
Si può infatti constatare dopo aver praticato un piccolo
foro a livello del porta impronta individuale superiore nella
regione del palato duro, che una trazione relativamente debole
(che permette quanto basta per vincere l'adesione e la coesione)
è sufficiente per rimuovere il portaimpronta individuale
superiore.
L'aria penetrando tramite i piccolo buco, impedisce la formazione
del vuoto parziale tra le due superfici.
D'altra parte, otturando il piccolo foro si può constatare
che bisogna esercitare una trazione ben maggiore per rimuovere
il portaimpronta.
Lo spostamento iniziale del portaimpronta individuale sup.
al momento di disinserirlo crea un vuoto parziale dovuto alle
ermeticità del legame periferico, mantenuto dall'elasticità
e plasticità dei tessuti molli, che permettono di seguire
il contorno periferico del portaimpronta individuale sup.
nella trazione.
Il contorno periferico delle protesi mobili totale sup. e
inf. deve assicurare un legame perifierico effettivo e permettere
di conseguenza di espletare il fattore fisico positivo costituito
dalla pressione atmosferica.
Per attendere a questo fine il contorno periferico deve presentare
le seguenti caratteristiche:
- poggiare sui tessuti molli potendo seguire i leggeri spostamenti
delle protesi mobili totali nella funzionalità
- comprimere i tessuti molli e permettere anche una certa
distensione di questi tessuti che, grazie alle loro elasticità
e plasticità posso non così adattarsi intimamente
a tutto il contorno periferico essere sufficientemente ampi
(compatibilmente con l'estetica e la funzione) per aumentare
l'estensione della superficie di contatto con i tessuti molli.
Essere arrotondato e liscio per meglio adattarsi ai tessuti
molli e per non irritarli essere funzionale e di conseguenza,
adattata ai differenti movimenti fisiologici e abituali.
Affinché il contorno periferico sia realizzato correttamente
(funzionale e nello stesso tempo aderente) bisogna che il
confezionamento rispecchi i seguenti requisiti: il materiale
deve essere sufficientemente plastico per permettere i differenti
movimenti, il materiale deve essere sufficientemente spesso
per offrire una certa resistenza (contro pressione) alla pressione
esercitata dai tessuti molli compressibili in funzione.
Allorquando gli imperativi 2 e 3 sono rispettati il contorno
periferico che ne risulta è leggermente compressivo.
Una attenzione particolare deve essere riservata alla realizzazione
del contorno posteriore della protesi mobile totale sup. che
deve essere individuato clinicamente in bocca e realizzato
indirettamente in laboratorio.
Il contorno periferico posteriore, della protesi mobile totale
post. riposa lateralmente a livello delle selle pterico mascellari
e nella parte mediana ai margini del palato mobile.
Le selle pterigo-mascellari sono delle fosse riempiti dai
tessuti molli compressibili e limitati mesialmente, dalle
tuberosità dei mascellari superiori e dalle apofisi
piramidali delle palatine e distalmente, dalle apofisi pterigoidi
dello sferoide.
Il palato molle è costituito da 2 parti: una parte
mesiale membranosa poco compressibile e una parte distale
muscolare francamente compressibile.
Il palato molle si può presentare sotto tre aspetti
differenti: palato molle che si prolunga pressappoco orizzontalmente
al palato duro.
E' il più favorevole, perché esso facilità
la realizzazione di una giuntura periferica posteriore effettiva.
Palato molle che si abbassa bruscamente a partire dal bordo
posteriore delle lamine orizzontali delle palatine.
Esso è il meno favorevole per la realizzazione di una
giuntura posteriore effettiva. Palato molle a inclinazione
media.
Esso è relativamente favorevole per la realizzazione
di una giuntura periferica posteriore effettiva.
Un tessuto liscio ci permette di svelare l'esistenza delle
fosse pterigo-mascellari e il limite tra la parte memebranosa
e la parte muscolare del palato molle. Secondo noi il contorno
periferico posteriore della protesi totale mobile sup., deve
finire in tutti i casi in cui è possibile (salvo nel
caso nel quale il palato molle piombi bruscamente) a 1-2 mm.
distalmente all'unione fra la parte membranosa e la parte
muscolare.
Dopo aver reperito esattamente in bocca la posizione del
contorno periferico posteriore, l'operatore realizza lui stesso
l'impronta compressiva di questo contorno periferico tramite
l'incisione sul modello.
Questa incisione può per errore, essere eccessivo e
dare luogo ad un contorno periferico posteriore troppo compressivo
(causa di irritazione o di decubito).
Di conseguenza bisogna in tutti i casi evitare a livello delle
protesi mobili totali superiori la realizzazione di un contorno
periferico sottile e a lamina di coltello e predisporre al
contrario un contorno periferico sufficientemente spesso in
modo che possa essere modificato in caso di compressione eccessiva,
al livello della sua volta senza correre il rischio di accorciare
la protesi mobile totale sup.
3) Elementi anatomo-fisiologici da rispettare (fattori biologici
positivi).
Gli elementi anatomo-fisiologici da rispettare sono: mascellare
superiore; regione palatina posteriore (palato molle e selle
pterigo-mascellari); regioni paratuberositarie (tasca paratuberosi-taria
d'Eiserhring).
3) (2) Mascellare inferiore: regione sub-linguali anteriori;
regioni sub-linguari posteriori, regioni di Fish. Regioni
delle eminenze pririformi.
3) (1) Mascellare superiore
3) (1) (1) La regione palatina posteriore costituisce un
fattore biologico positivo quando la protesi mobile totale
superiore si estende lateralmente fino alle selle pterigo
mascellari e nella sua parte mediana, fino alla parte muscolare
o vibratile compressibile, del palato molle prossima alla
giunzione che la separa dalla parte membranosa o aponeurotica.
Così, il contorno periferico posteriore della protesi
mobile totale sup. ha la possibilità di stabilire un
giunto periferico effettivo grazie alla compressibilità
di queste regioni.
Questo fattore diventa negativo quando il contorno periferico
posteriore riposa più mesialmente e più precisamente,
per quello che concerne le regioni laterali, sulle tuberosità
mascellari e per quello che concerne le parti mediali sulla
parte membranosa poco compressibile, del palato molle o, più
mesialmente ancora, sul palato duro.
3) (1) (2) Regione paratuberositarie: costituiscono un fattore
biologico positivo perché esistono in queste regioni
due vere tasche (tasche paratuberositarie) o regioni ampollari
di Eisenring.
Queste sono create dalla risoluzione centripeta dei mascellari
superiori, dalla direzione orizzontale delle fibre dei buccinatori
e dall'assenza di interferenza fra questi ultimi e i masseteri.
Contrariamente a quello che si verifica nelle regioni masseterina
del vestibolo inferiore dove la contrazione e l'estensione
dei masseteri si riper-cuotono sui Buccinatori.
In effetti, nelle regioni paratuberositarie le inserzioni
dei buccinatori e dei masseteri sono lontane le une dalle
altre negli spazi compresi fra i bordi inferiori delle arcate
zogomatiche (inserzione dei massatori) e le regioni tuberositarie
(inserzione delle porzioni superiori di buccinatori).
Queste tasche permettono la realizzazione al margine della
protesi mobile totale sup., di un contorno periferico convenientemente
spesso, arrotondato, liscio e compressivo, assicurante la
formazione di un legame periferico paratuberositario effettivo.
3) (2) mascellare inferiore.
3) (2) (1). Le regioni sublinguari anteriori costituiscono
il fattore biologico positivo quando permettono l'estensione
della protesi mobile totale inf.
Per favorire la ritensione ed evitare i ricubiti l'estensione
della protesi mobile totale inf. deve rispettare il libero
gioco dei miloidei che con i genioglossi regolano i margini
del pavimento buccale.
Le estensioni delle protesi mobili totali inferiori possono
essere accettate nelle regioni sublinguali anteriori, allorquando
c'è interposizione delle ghiandole sublinguali mobili
e spostabili fra la mucosa e gli elementi muscolari del pavimento
buccale.
Approfittando di queste mobilità il contorno periferico
della protesi scivola e scorre fra il versante linguale della
cresta mucosea e le ghiandole sub-linguali approfondendo così
la zona di riflessione mucosa fra il fondo buccale e la cresta
muco-ossea.
Il contorno periferico della protesi mobile totale inferiore
dovrà rispettare le esigenze seguenti: essere molto
prossimo al versante linguale della cresta muco-ossea e non
essere particolarmente spesso (2 mm) per poter tenere lontano
le masse delle ghiandole salivari sublinguali, e per non opporsi
ai loro spostamenti.
3) (2) (2) Le regioni sublinguali posteriori costituiscono
un fattore biologico positivo.
Ciascuna regione sublinguali posteriore è delimitata,
posteriormente, dalla faccia linguale del costruttore superiore
del faringe e dal palato glosso e, anteriormente, dal bordo
posteriore del milo-ioideo.
Questo dato permette la formazione di una estensione linguale
posteriore a livello della protesi mobile totale inferiore.
Questo stesso elemento anatomo-fisiologico da sfruttare può
diventare un elemento anatomo-fisiologico da tenere di riguardo
e costituire un fattore biologico negativo, allorquando non
è tenuto conto, al momento della presa dell'impronta,
della propulsione della lingua e della deglutizione, che hanno
l'effetto di raccorciare la regione.
Infatti, la propulsione della lingua e la deglutizione spostano
il fondo della regione sublinguale posteriore verso l'alto
e in avanti.
Da questo fatto, quando non si è tenuto in debito conto
della propulsione della lingua, si ha uno spostamento della
protesi mobile totale inf. e quando non si è tenuto
conto della deglutizione, si ha un decubito, con dolore che
si irradiano verso la regione faringea e auricolare.
Si possono differenziare tre classi per quello che concerne
la regione sublinguale posteriore, secondo la profondità
che ella presenta quando la lingua è in proporzione:
classe I la regione si mantiene ben marcata
classe II la regione si riduce sensibilmente
classe III i casi intermedi
Così nei casi in cui la regione sublinguale presenti
un'estensione fisiologicamente ridotta la sua importanza non
è da trascurarsi e resta un fattore di ritenzione da
prendere in considerazione. Infatti a causa del suo orientamento,
sovente a plica, la regione sublinguale posteriore si oppone
efficacemente allo spostamento verso l'avanti e al bascolamento
verso l'avanti e verso l'alto della protesi mobile totale
inf.
3) (2) (3) Le regioni di Fish
Ciascuna regione di Fish è delimitata, mesialmente
dalla regione del frenulo vestibolare latero-inferiore e distalmente,
dal bordo anteriore del massetere.
In questa regione, l'estensione della protesi mobile totale
inferiore, poggia sul buccinatore e qui trova svariate condizioni
favorevoli le fibre del buccinatore sono parallele al contorno
periferico della protesi mobile totale inferiore e la loro
contrazione ha poca tendenza a sollevarla; la contrazione
del buccinatore è debole contrariamente a quella del
massetere: il buccinatore presenta una certa compressibilità
e una certa plasticità che gli permettono, per adattamento
fisiologico, di modellarsi, dopo un certo tempo, alla protesi
mobile totale inf.
3) (2) (4) Le regioni delle eminenze piriformi localizzate
nelle regioni posteriori della cresta muco-ossea del mascellare
inferiore, costituiscono un fattore biologico positivo perché
essere sono compressibili.
I contorno esterno della protesi mobile totale inf. vi trova
una condizione favorevole per realizzare una unione periferica
effettiva.
Nelle condizioni ideali (regioni delle meinenze pirirformi
stabili e aderenti), la protesi mobile totale inferiore può
ricoprire interamente queste regioni, nel raggiungere, con
il suo contorno periferico posteriore, gli angoli formati
fra questa e i legamenti pterigo-mascellari.
La protesi mobile totale inf. vi trova un fattore ritentivo
supplementare. Infatti, i legamenti pterigo-mascellari si
oppon-gono allo spostamento della protesi totale inferiore
all'indietro.
4) Elementi anatomo-fisiologici da rispettare (fattori biologici
negativi).
Gli elementi anatomo-fisiologici da rispettare sono: 4) (1)
Mascellare superiore: regione del torus e della sutura intermascellare
palatina.
Regioni di Schoeder, regione dei legamenti pterigo-mascellari,
regioni dei frenuli vestibulari anterio-superiore e latero-superiore.
4) (2) Mascellare inferiore: regioni vestibolari anteriori,
regioni massete-rine, regioni posteriori delle linee oblique,
interne (creste milo ioidee), regioni dei frenuli vestibolari
antero-inferiore e latero-inferiore, regione del frenulo linguale
e dei genio-glossi.
4) (1) Mascellare superiore
4) (1) (1) Le regioni del torus palatino e della sutura inter-mascellare
costitui-scono un fattore biologico negativo. Infatti quando
le regioni di Schroeder sono troppo compressibili, la protesi
mobile totale sup. può far perno nel funzionamento
sul torus palatino o nella sutura inter-mascellare prominente.
Il disimpegno del torus palatino o della sutura inter-mascellare
non deve, a nostro avviso, essere eccessivo sia per quello
che concerne lo spessore sia per quello che concerne l'estensione.
Un disimpegno eccessivo, per lo spessore, comporta il rischio
di un imprigiona-mento troppo grande di aria fra la superficie
della protesi mobile totale superiore e la superficie mucosa
d'appoggio e di conseguenza una diminuzione dell'importanza
del fenomeno del vuoto parziale.
Un disimpegno eccessivo, per quello che concerne la distesa
diminuisce la superficie mucosa di appoggio e provoca un sovraccarico
sulla superficie mucosa d'appoggio così diminuita.
4) (1) (2) Le regioni di Scroeder costituiscono, a causa
della loro compressibilità, un fattore biologico negativo
al momento della presa dell'impronta definitiva.
Esse sono situate nella regione posteriore del palato duro,
di ciascun lato della sutura intermascellare.
La loro compressibilità è dovuta alla presenza,
nella loro parte anteriore, di una sottomucosa ricca di tessuto
adiposo e ghiandolare.
La morfologia di queste regioni, può essere modificata,
al momento dell'impronta definitiva.
Infatti, il materiale per impronta può esercitare una
pressione attraverso il suo imprigionamento o per la difficoltà
del suo scivolamento dovuto al contorno periferico correttamente
confezionato del porta impronta individuale superiore. Si
ha, di consenguenza, interesse a praticare a livello di queste
regioni, dei fori nel portaimpronta individuale sup.. allo
scopo di impedire il blocco del materiale di impronta e di
permettere di realizzare un'impronta definitiva esercitando
una pressione minima.
4) (1) (3) Le regioni dei legamenti pterigo-mascellari sono
un elemento anatomo-fisiologico da rispettare e costituiscono
un fattore biologico da rispettare e costituiscono un fattore
biologico potenzialmente negativo. Questi legamenti devono
essere, di conseguenza, con cura esaminata perché essi
non tollerano alcuna interferenza con la protesi mobile totale
sup. e inf.
Questi legamenti si estendono dall'apofisi delle ali interne
dalla cresta muco-osteosa del mascellare inferiore.
Esse forniscono l'inserzione al costruttore sup. del faringe,
sui loro bordi posteriore e alle parti medie dei buccinatori
sui loro bordi anteriori.
4) (1) (4) Le regioni dei frenuli gestibolari antero superiori
e latero sup. Costituiscono un fattore potenzialmente negativo
che può diventare un fattore biologico realmente negativo
quando la loro anatomia e la loro fisiologia non sono rispettate.
Un disimpegno insufficiente causa la rottura dell'ermeticità
della commissura periferica della protesi mobile totale sup.,
al momento della messa intenzione di questi frenuli per la
contrazione dei muscoli. Un disimpegno eccessivo impedisce
questa ermeticità perché il contorno periferico
della protesi mobile totale sup. non fruendo della parte compressibile
e poco mobile della base di questi frenuli riposa sulla parte
dura e non compressibile della cresta muco-osteosa sup.
4) (2) Mascellare inferiore
4) (2) (1) Le regioni vestibolari anteriori. Costituiscono
un fattore biologico negativo.
Queste regioni si situano fra il frenulo vestibolare antero
inferiore e i frenuli vestibolari latero-inferiori.
L'estensione della protesi mobile totale inferiore è
in queste regioni limitata dalla tonicità propria del
labbro inferiore e dalla profondità del vestibolo che
subisce delle improtanti modificazione nel corso del movimento
del labbro inferiore.
4) (2) (2) Le regioni masseterine. Costituiscono un fattore
biologico negativo.
Queste regioni si situano distalmente alle regioni di Fish
e, a loro livello, le fibre anteriori del mascellare ricoprono
i buccinatori.
Le fibre anteriori dei masseteri sono perpendicolari al contorno
periferico della protesi mobile totale inf. e la loro distensione
tende a sollevarle mentre la loro contrazione provoca un decubito.
In queste regioni la protesi mobile totale inf. avrà,
di conseguenza un'estensione limitata.
4) (2) (3) Le regioni posteriori delle linee oblique interne
(creste milo-ioidee).
Costituiscono un fattore biologico negativo, perché
in queste regioni la mucosa del pavimento buccale è
a contatto diretto con gli elementi muscolari.
L'estensioni delle protesi mobili totale inferiori sono il
limite massimo da sconsigliare perché esse possono
interferire col sollevamento delle fibre del milo-ioideo al
momento della loro contrazione.
Le estensioni delle protesi mobili totali inf. al di là
delle linee oblique interne laddove la cresta muco ossea è
molto riassorbita, possono essere saggiate allo scopo di ricercare
un fattore di ritenzione supplementare rappresentato dal peso
della lingua.
In questi casi l'estensione della protesi mobile totale inferiore
non devono mai essere verticali ma lasciare il substrato osseo
e dirigersi verso il basso per essere parallele all'obliquità
delle fibre dei milo-ioidei in contrazione, è consigliabile
inoltre in questi casi di scaricare la volta della protesi
mobile totale inf. a livello delle creste milo-ioidei con
lo scopo di evitare l'irritazione dovuta all'attrito.
4) (2) (4) Le regioni dei frenuli vestibolari antero-inferiori
e latero-inferiori costituiscono un fattore biologico potenzialmente
negativo che può diventare un fattore biolico realmente
negativo quando la loro anatomia e la loro fisiologia non
sono rispettate.
Un disimpegno insufficiente causa la rottura dell'ermeticità
del giunto periferico della protesi mobile totale inf., al
momento della messa intenzione di questi frenuli a causa della
contrazione dei muscoli.
Un disimpegno eccessivo impedisce questo ermetismo perché
il contorno periferico della protesi mobile totale inf. non
trae vantaggio dalla parte compressibile e poco mobile della
base di questi frenuli, ma poggia sulla parte dura e non compressibile
della cresta muco-ossea inferiore.
4) (2) (5) La regione del frenulo linguale e dei genio-glossi
costituisce un fattore biologico negativo.
Affinché il contorno periferico della protesi mobile
totale inf. possa conformarsi all'anatomia e alla fisiologia
del frenulo linguale e dei genio-glossi, bisogna praticare
una scollatura al suo margine per permettergli di adattarsi
al rilievo costituito da queste formazioni.
Questa scollatura non deve essere, malgrado tutto, eccessiva
perché, per salvaguardare l'ermetismo del giunto periferico,
bisogna che il contorno periferico della protesi mobile totale
inferiore sia a contatto con i tessuti, durante le posizioni
fisiologiche della lingua; posizione in retropulsione, nella
quale la lingua è tirata indietro e il fondo buccale
è abbassato: posizione di riposo, nella quale la lingua
contatta la parte linguale degli incisivi inferiori e riposa
sul fondo della bocca; posizione in propulsione moderata,
nella quale la punta della lingua è tirata in avanti
e riposa sul labbro inferiore.
La tensione dei genio-glossi aumenta progressivamente allorquando
la lingua passa dalla posizione in retropulsione alla posizione
in propulsione, nel corso di questo movimento, le parti dei
genio-glossi prossime alle loro inserzioni si sollevano molto
poco.
Per poter sfruttare questo minimo sollevamento, bisogna che
il contorno periferico della protesi mobile totale inferiore
sia molto prossimo al versante linguale della cresta muco-ossea,
di modo che la protesi mobile totale inf. sottoposta ad una
pressione limitata, abbia una debole tendenza a spostarsi
e affinché il giunto periferico si mantenga ermetico.
Inoltre, l'effetto stabilizzante della lingua che riposa nella
posizione in propulsione sulla protesi mobile totale inf.
contribuisce alla sua ritenzione.
Allo scopo di eliminare il rischio del decubito, il contorno
periferico della protesi mobile totale inf. deve essere particolarmente
spesso 3 mm. e la pressione dei genio-glossi sia ripartita
sulla superficie più estesa.
La situazione è molto differente allorquando la lingua
e in propulsione e nello stesso tempo in elevazione (punta
della lingua verso il naso) perché in questo caso i
genio-glossi si sollevano nettamente e esercitano una pressione
sensibile sotto il contorno periferico della protesi mobile
inferiore.
L'esecuzione di tale movimento è sconsigliabile perché
si tratta di un movimento limite non funzionale e non abituale
per il paziente e potrebbe comportare una riduzione della
superficie d'appoggio della protesi mobile totale inf. dannoso
alla sua ritenzione.
BIBLIOGRAFIA
1) DORIER M.: Traitement Prothétique de l'edentation
totale. Encyclopedie medico chirurgicale;
Stomatologie, 23325A10, 1-24, 1966
2) LEJOYEUX J.: Prothése complete. 2° Edition.
Libraire Maloine SA,
Paris 1971
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2° edition G.J. e D. Tholen NV. Utrecht 1968
4) SHARRY J. I.: Complete denture prosthodontes. 2nd edition.
Mc Graw-Hill, NewYork / Toronto / Sydney / London 1968
5) SWENSON M.G.: Swenson's complete dentures. 5th edition.
The C.V. Hosby Company, Saint Luis, 1964.
6) SPIRGI M.: La réuntion des prothéses adjointes
totales supérieure et inferiore.
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