<"Societa' Italiana di Chirurgia Implantoprotesica " rivista scientifica I.S.I.S.  

{LA RITENZIONE DELLA PROTESI MOBILE TOTALE}

 

LA RITENZIONE DELLA PROTESI MOBILE TOTALE
SUPERIORE ED INFERIORE:
FATTORI FISICI E FATTORI ANATOMO-FISIOLOGICI
DA ESPLETARE E RISPETTARE

d.r.Marcello Moreno Bisegna d.r. Raimondo Nanni

ESTRATTO DA: CONCILIUM SANITATIS PERIODICO TRIMESTRALE
(Iscr. Trib. Roma 535/85) Anno VII - n. 3-4 1991


LA RITENZIONE DELLA PROTESI MOBILE TOTALE SUPERIORE ED INFERIORE: FATTORI FISICI E FATTORI ANATOMO-FISIOLOGICI DA ESPLETARE E RISPETTARE


RIASSUNTO

Gli autori analizzano i differenti fattori fisici e biologici da cui dipende la ritenzione della protesi mobile totale sup. e inf.
I primi adesione, coesione e pressione atmosferica intervengono direttamente nella ritenzione; i secondi rappresentati da svariati elementi anatomo-fisiologici della cavità buccale, permettono di approfittare meglio dell'azione ritentiva dei primi. I fattori biologici in particolare possono essere positivi (da espletare) o negativi (da rispettare), a seconda se favoriscano o si oppongano alla ritenzione.
Di conseguenza, un esame clinico approfondito dei fattori biologici positivi e negativi è d'obbligo se si desidera approfittare di quelli positivi e affinché la negatività degli altri risulta solo potenziale non reale.


INTRODUZIONE

La ritenzione della protesi mobile totale sup. ed inf. dipende da alcuni fattori fisici (adesione, coesione, e pressione atmosferica). L'azione ritentiva di questi fattori può essere migliorata espletando e rispettando alcuni fattori anatomo-fisiologici.
Gli elementi anatomo-fisiologici sono fattori biologici positivi quando favoriscono la ritenzione delle stesse. Questi fattori positivi possono diventare negativi e impedire l'ermetismo della giuntura periferica allorquando non sono sufficientemente studiati sia da un punto di vista anatomico che fisiologico. Gli elementi anatomofisiologici da rispettare sono i fattori biologici negativi, perché si oppongono alla ritenzione delle protesi mobili totali. Questi stessi fattori biologici negativi devono essere molto ben studiati sia da un punto di vista anatomico, sia da un punto di vista fisiologico, affinché la loro negatività resti potenziale e non diventi effettiva.


FATTORI DI RISCHIO

Come detto i fattori fisici, da cui dipende la tenuta della protesi mobile totale sup. e inf. sono: l'adesione, la coesione, la pressione atmosferica.

ADESIONE: per quello che concerne la protesi totale sup. e inf. è l'adesione (cioè l'attrazione tra superfici differenti) della saliva tra la faccia mucosa e la faccia di contatto della protesi che gioca un ruolo essenziale nella tenuta.
Questa adesione è tanto più importante quanto più il contatto tra la superficie mucosa del palato e la superficie di contatto della protesi è più importante quanto più il contatto tra la superficie mucosa del palato e la superficie di contatto della protesi è più intima e più estesa.
L'adesione diventa ottimale quando il film salivare è di spessore minimo (una frazione infinitesimale di millimetri che secondo alcuni autori deve essere inferiore a 0,00125 ml.).
Affinché il film salivare possa essere il più possibile sottile, la morfologia della superficie di contatto della protesi dovrà essere l'immagine fedele della superficie mucosa del palato.
E' indispensabile a tal fine nel prendere l'impronta tenere conto delle seguenti precauzioni:

- far sciacquare accuratamente la bocca al paziente per eliminare l'eccesso di saliva

- asciugare la superficie mucosa d'appoggio

- praticare dei fori sul porta impronta individuale a livello delle regioni troppo comprimibili al fine di evitare loro modificazioni morfologiche nel momento della presa dell'impronta.

L'impronta di una superficie mucosa d'appoggio morfologicamente modificata può compromettere funzionalmente l'adesione della protesi mobile totale. Infatti dopo aver compresso i tessuti molli, essi hanno la tendenza a riprendere la loro forma primitiva ed il film salivare e interposto non sarà più conseguentemente sottile in modo uniforme ma sarà a tratti più spesso. Finchè la superficie di appoggio della protesi sia più possibile estesa, compatibilmente con l'estetica e la funzione, è indispensabile prendere in considerazione tutti gli elementi anatomo-fisiologici della cavità buccale (elementi anatomo-fisiologici da espletare) nel prolungare le protesi mobili totali nelle regioni periferiche molli.
Queste regioni sono rappresentate a livello del mascellare superiore nelle regioni palatine posteriori (volta palatina e sella pterico-mascellare) le regioni paratuberositarie (tasche paratubero-sitarie d'Eisering e, ai margini del mandibolare inferiore dalle regioni, sublinguari anteriori, le regioni sub-linguari posteriori, le regioni del solco De Fish e le regioni delle eminenze piriformi.

COESIONE: la coesione (attrazione molecolare tra le particelle di saliva) rappresenta un fattore ottimale, allorquando la saliva è relativamente ricca di mucina e presenta una densità vicina a 1,003.

PRESSIONE ATMOSFERICA: la pressione atmosferica, interviene nella tenuta della protesi mobile totale sup. e inf., unicamente quando la loro sagoma periferica si trasforma in una giuntura periferica effettiva (ermetica) e quando un vuoto parziale (depressione) si crea fra la superficie di contatto della protesi e la faccia mucosa di appoggio nel corso dei leggeri spostamenti funzionali e para funzionali delle protesi mobili totali. L'importanza della pressione atmo-sferica può essere messa in evidenza clinicamente a livello del porta impronta individuale superiore, dopo aver preparato correttamente il contorno periferico.
Si può infatti constatare dopo aver praticato un piccolo foro a livello del porta impronta individuale superiore nella regione del palato duro, che una trazione relativamente debole (che permette quanto basta per vincere l'adesione e la coesione) è sufficiente per rimuovere il portaimpronta individuale superiore.
L'aria penetrando tramite i piccolo buco, impedisce la formazione del vuoto parziale tra le due superfici.
D'altra parte, otturando il piccolo foro si può constatare che bisogna esercitare una trazione ben maggiore per rimuovere il portaimpronta.
Lo spostamento iniziale del portaimpronta individuale sup. al momento di disinserirlo crea un vuoto parziale dovuto alle ermeticità del legame periferico, mantenuto dall'elasticità e plasticità dei tessuti molli, che permettono di seguire il contorno periferico del portaimpronta individuale sup. nella trazione.
Il contorno periferico delle protesi mobili totale sup. e inf. deve assicurare un legame perifierico effettivo e permettere di conseguenza di espletare il fattore fisico positivo costituito dalla pressione atmosferica.
Per attendere a questo fine il contorno periferico deve presentare le seguenti caratteristiche:

- poggiare sui tessuti molli potendo seguire i leggeri spostamenti delle protesi mobili totali nella funzionalità

- comprimere i tessuti molli e permettere anche una certa distensione di questi tessuti che, grazie alle loro elasticità e plasticità posso non così adattarsi intimamente a tutto il contorno periferico essere sufficientemente ampi (compatibilmente con l'estetica e la funzione) per aumentare l'estensione della superficie di contatto con i tessuti molli.
Essere arrotondato e liscio per meglio adattarsi ai tessuti molli e per non irritarli essere funzionale e di conseguenza, adattata ai differenti movimenti fisiologici e abituali.

Affinché il contorno periferico sia realizzato correttamente (funzionale e nello stesso tempo aderente) bisogna che il confezionamento rispecchi i seguenti requisiti: il materiale deve essere sufficientemente plastico per permettere i differenti movimenti, il materiale deve essere sufficientemente spesso per offrire una certa resistenza (contro pressione) alla pressione esercitata dai tessuti molli compressibili in funzione.
Allorquando gli imperativi 2 e 3 sono rispettati il contorno periferico che ne risulta è leggermente compressivo.
Una attenzione particolare deve essere riservata alla realizzazione del contorno posteriore della protesi mobile totale sup. che deve essere individuato clinicamente in bocca e realizzato indirettamente in laboratorio.
Il contorno periferico posteriore, della protesi mobile totale post. riposa lateralmente a livello delle selle pterico mascellari e nella parte mediana ai margini del palato mobile.
Le selle pterigo-mascellari sono delle fosse riempiti dai tessuti molli compressibili e limitati mesialmente, dalle tuberosità dei mascellari superiori e dalle apofisi piramidali delle palatine e distalmente, dalle apofisi pterigoidi dello sferoide.
Il palato molle è costituito da 2 parti: una parte mesiale membranosa poco compressibile e una parte distale muscolare francamente compressibile.
Il palato molle si può presentare sotto tre aspetti differenti: palato molle che si prolunga pressappoco orizzontalmente al palato duro.
E' il più favorevole, perché esso facilità la realizzazione di una giuntura periferica posteriore effettiva. Palato molle che si abbassa bruscamente a partire dal bordo posteriore delle lamine orizzontali delle palatine.
Esso è il meno favorevole per la realizzazione di una giuntura posteriore effettiva. Palato molle a inclinazione media.
Esso è relativamente favorevole per la realizzazione di una giuntura periferica posteriore effettiva.
Un tessuto liscio ci permette di svelare l'esistenza delle fosse pterigo-mascellari e il limite tra la parte memebranosa e la parte muscolare del palato molle. Secondo noi il contorno periferico posteriore della protesi totale mobile sup., deve finire in tutti i casi in cui è possibile (salvo nel caso nel quale il palato molle piombi bruscamente) a 1-2 mm. distalmente all'unione fra la parte membranosa e la parte muscolare.

Dopo aver reperito esattamente in bocca la posizione del contorno periferico posteriore, l'operatore realizza lui stesso l'impronta compressiva di questo contorno periferico tramite l'incisione sul modello.
Questa incisione può per errore, essere eccessivo e dare luogo ad un contorno periferico posteriore troppo compressivo (causa di irritazione o di decubito).
Di conseguenza bisogna in tutti i casi evitare a livello delle protesi mobili totali superiori la realizzazione di un contorno periferico sottile e a lamina di coltello e predisporre al contrario un contorno periferico sufficientemente spesso in modo che possa essere modificato in caso di compressione eccessiva, al livello della sua volta senza correre il rischio di accorciare la protesi mobile totale sup.

3) Elementi anatomo-fisiologici da rispettare (fattori biologici positivi).

Gli elementi anatomo-fisiologici da rispettare sono: mascellare superiore; regione palatina posteriore (palato molle e selle pterigo-mascellari); regioni paratuberositarie (tasca paratuberosi-taria d'Eiserhring).

3) (2) Mascellare inferiore: regione sub-linguali anteriori; regioni sub-linguari posteriori, regioni di Fish. Regioni delle eminenze pririformi.
3) (1) Mascellare superiore

3) (1) (1) La regione palatina posteriore costituisce un fattore biologico positivo quando la protesi mobile totale superiore si estende lateralmente fino alle selle pterigo mascellari e nella sua parte mediana, fino alla parte muscolare o vibratile compressibile, del palato molle prossima alla giunzione che la separa dalla parte membranosa o aponeurotica.
Così, il contorno periferico posteriore della protesi mobile totale sup. ha la possibilità di stabilire un giunto periferico effettivo grazie alla compressibilità di queste regioni.
Questo fattore diventa negativo quando il contorno periferico posteriore riposa più mesialmente e più precisamente, per quello che concerne le regioni laterali, sulle tuberosità mascellari e per quello che concerne le parti mediali sulla parte membranosa poco compressibile, del palato molle o, più mesialmente ancora, sul palato duro.

3) (1) (2) Regione paratuberositarie: costituiscono un fattore biologico positivo perché esistono in queste regioni due vere tasche (tasche paratuberositarie) o regioni ampollari di Eisenring.
Queste sono create dalla risoluzione centripeta dei mascellari superiori, dalla direzione orizzontale delle fibre dei buccinatori e dall'assenza di interferenza fra questi ultimi e i masseteri.
Contrariamente a quello che si verifica nelle regioni masseterina del vestibolo inferiore dove la contrazione e l'estensione dei masseteri si riper-cuotono sui Buccinatori.
In effetti, nelle regioni paratuberositarie le inserzioni dei buccinatori e dei masseteri sono lontane le une dalle altre negli spazi compresi fra i bordi inferiori delle arcate zogomatiche (inserzione dei massatori) e le regioni tuberositarie (inserzione delle porzioni superiori di buccinatori).
Queste tasche permettono la realizzazione al margine della protesi mobile totale sup., di un contorno periferico convenientemente spesso, arrotondato, liscio e compressivo, assicurante la formazione di un legame periferico paratuberositario effettivo.

3) (2) mascellare inferiore.

3) (2) (1). Le regioni sublinguari anteriori costituiscono il fattore biologico positivo quando permettono l'estensione della protesi mobile totale inf.
Per favorire la ritensione ed evitare i ricubiti l'estensione della protesi mobile totale inf. deve rispettare il libero gioco dei miloidei che con i genioglossi regolano i margini del pavimento buccale.
Le estensioni delle protesi mobili totali inferiori possono essere accettate nelle regioni sublinguali anteriori, allorquando c'è interposizione delle ghiandole sublinguali mobili e spostabili fra la mucosa e gli elementi muscolari del pavimento buccale.
Approfittando di queste mobilità il contorno periferico della protesi scivola e scorre fra il versante linguale della cresta mucosea e le ghiandole sub-linguali approfondendo così la zona di riflessione mucosa fra il fondo buccale e la cresta muco-ossea.
Il contorno periferico della protesi mobile totale inferiore dovrà rispettare le esigenze seguenti: essere molto prossimo al versante linguale della cresta muco-ossea e non essere particolarmente spesso (2 mm) per poter tenere lontano le masse delle ghiandole salivari sublinguali, e per non opporsi ai loro spostamenti.

3) (2) (2) Le regioni sublinguali posteriori costituiscono un fattore biologico positivo.
Ciascuna regione sublinguali posteriore è delimitata, posteriormente, dalla faccia linguale del costruttore superiore del faringe e dal palato glosso e, anteriormente, dal bordo posteriore del milo-ioideo.
Questo dato permette la formazione di una estensione linguale posteriore a livello della protesi mobile totale inferiore.
Questo stesso elemento anatomo-fisiologico da sfruttare può diventare un elemento anatomo-fisiologico da tenere di riguardo e costituire un fattore biologico negativo, allorquando non è tenuto conto, al momento della presa dell'impronta, della propulsione della lingua e della deglutizione, che hanno l'effetto di raccorciare la regione.
Infatti, la propulsione della lingua e la deglutizione spostano il fondo della regione sublinguale posteriore verso l'alto e in avanti.
Da questo fatto, quando non si è tenuto in debito conto della propulsione della lingua, si ha uno spostamento della protesi mobile totale inf. e quando non si è tenuto conto della deglutizione, si ha un decubito, con dolore che si irradiano verso la regione faringea e auricolare.
Si possono differenziare tre classi per quello che concerne la regione sublinguale posteriore, secondo la profondità che ella presenta quando la lingua è in proporzione:

classe I la regione si mantiene ben marcata

classe II la regione si riduce sensibilmente

classe III i casi intermedi
Così nei casi in cui la regione sublinguale presenti un'estensione fisiologicamente ridotta la sua importanza non è da trascurarsi e resta un fattore di ritenzione da prendere in considerazione. Infatti a causa del suo orientamento, sovente a plica, la regione sublinguale posteriore si oppone efficacemente allo spostamento verso l'avanti e al bascolamento verso l'avanti e verso l'alto della protesi mobile totale inf.

3) (2) (3) Le regioni di Fish

Ciascuna regione di Fish è delimitata, mesialmente dalla regione del frenulo vestibolare latero-inferiore e distalmente, dal bordo anteriore del massetere.
In questa regione, l'estensione della protesi mobile totale inferiore, poggia sul buccinatore e qui trova svariate condizioni favorevoli le fibre del buccinatore sono parallele al contorno periferico della protesi mobile totale inferiore e la loro contrazione ha poca tendenza a sollevarla; la contrazione del buccinatore è debole contrariamente a quella del massetere: il buccinatore presenta una certa compressibilità e una certa plasticità che gli permettono, per adattamento fisiologico, di modellarsi, dopo un certo tempo, alla protesi mobile totale inf.

3) (2) (4) Le regioni delle eminenze piriformi localizzate nelle regioni posteriori della cresta muco-ossea del mascellare inferiore, costituiscono un fattore biologico positivo perché essere sono compressibili.
I contorno esterno della protesi mobile totale inf. vi trova una condizione favorevole per realizzare una unione periferica effettiva.
Nelle condizioni ideali (regioni delle meinenze pirirformi stabili e aderenti), la protesi mobile totale inferiore può ricoprire interamente queste regioni, nel raggiungere, con il suo contorno periferico posteriore, gli angoli formati fra questa e i legamenti pterigo-mascellari.
La protesi mobile totale inf. vi trova un fattore ritentivo supplementare. Infatti, i legamenti pterigo-mascellari si oppon-gono allo spostamento della protesi totale inferiore all'indietro.

4) Elementi anatomo-fisiologici da rispettare (fattori biologici negativi).

Gli elementi anatomo-fisiologici da rispettare sono: 4) (1) Mascellare superiore: regione del torus e della sutura intermascellare palatina.
Regioni di Schoeder, regione dei legamenti pterigo-mascellari, regioni dei frenuli vestibulari anterio-superiore e latero-superiore.

4) (2) Mascellare inferiore: regioni vestibolari anteriori, regioni massete-rine, regioni posteriori delle linee oblique, interne (creste milo ioidee), regioni dei frenuli vestibolari antero-inferiore e latero-inferiore, regione del frenulo linguale e dei genio-glossi.

4) (1) Mascellare superiore

4) (1) (1) Le regioni del torus palatino e della sutura inter-mascellare costitui-scono un fattore biologico negativo. Infatti quando le regioni di Schroeder sono troppo compressibili, la protesi mobile totale sup. può far perno nel funzionamento sul torus palatino o nella sutura inter-mascellare prominente.
Il disimpegno del torus palatino o della sutura inter-mascellare non deve, a nostro avviso, essere eccessivo sia per quello che concerne lo spessore sia per quello che concerne l'estensione.
Un disimpegno eccessivo, per lo spessore, comporta il rischio di un imprigiona-mento troppo grande di aria fra la superficie della protesi mobile totale superiore e la superficie mucosa d'appoggio e di conseguenza una diminuzione dell'importanza del fenomeno del vuoto parziale.
Un disimpegno eccessivo, per quello che concerne la distesa diminuisce la superficie mucosa di appoggio e provoca un sovraccarico sulla superficie mucosa d'appoggio così diminuita.

4) (1) (2) Le regioni di Scroeder costituiscono, a causa della loro compressibilità, un fattore biologico negativo al momento della presa dell'impronta definitiva.
Esse sono situate nella regione posteriore del palato duro, di ciascun lato della sutura intermascellare.
La loro compressibilità è dovuta alla presenza, nella loro parte anteriore, di una sottomucosa ricca di tessuto adiposo e ghiandolare.
La morfologia di queste regioni, può essere modificata, al momento dell'impronta definitiva.
Infatti, il materiale per impronta può esercitare una pressione attraverso il suo imprigionamento o per la difficoltà del suo scivolamento dovuto al contorno periferico correttamente confezionato del porta impronta individuale superiore. Si ha, di consenguenza, interesse a praticare a livello di queste regioni, dei fori nel portaimpronta individuale sup.. allo scopo di impedire il blocco del materiale di impronta e di permettere di realizzare un'impronta definitiva esercitando una pressione minima.

4) (1) (3) Le regioni dei legamenti pterigo-mascellari sono un elemento anatomo-fisiologico da rispettare e costituiscono un fattore biologico da rispettare e costituiscono un fattore biologico potenzialmente negativo. Questi legamenti devono essere, di conseguenza, con cura esaminata perché essi non tollerano alcuna interferenza con la protesi mobile totale sup. e inf.
Questi legamenti si estendono dall'apofisi delle ali interne dalla cresta muco-osteosa del mascellare inferiore.
Esse forniscono l'inserzione al costruttore sup. del faringe, sui loro bordi posteriore e alle parti medie dei buccinatori sui loro bordi anteriori.

4) (1) (4) Le regioni dei frenuli gestibolari antero superiori e latero sup. Costituiscono un fattore potenzialmente negativo che può diventare un fattore biologico realmente negativo quando la loro anatomia e la loro fisiologia non sono rispettate.
Un disimpegno insufficiente causa la rottura dell'ermeticità della commissura periferica della protesi mobile totale sup., al momento della messa intenzione di questi frenuli per la contrazione dei muscoli. Un disimpegno eccessivo impedisce questa ermeticità perché il contorno periferico della protesi mobile totale sup. non fruendo della parte compressibile e poco mobile della base di questi frenuli riposa sulla parte dura e non compressibile della cresta muco-osteosa sup.

4) (2) Mascellare inferiore

4) (2) (1) Le regioni vestibolari anteriori. Costituiscono un fattore biologico negativo.
Queste regioni si situano fra il frenulo vestibolare antero inferiore e i frenuli vestibolari latero-inferiori.
L'estensione della protesi mobile totale inferiore è in queste regioni limitata dalla tonicità propria del labbro inferiore e dalla profondità del vestibolo che subisce delle improtanti modificazione nel corso del movimento del labbro inferiore.

4) (2) (2) Le regioni masseterine. Costituiscono un fattore biologico negativo.
Queste regioni si situano distalmente alle regioni di Fish e, a loro livello, le fibre anteriori del mascellare ricoprono i buccinatori.
Le fibre anteriori dei masseteri sono perpendicolari al contorno periferico della protesi mobile totale inf. e la loro distensione tende a sollevarle mentre la loro contrazione provoca un decubito. In queste regioni la protesi mobile totale inf. avrà, di conseguenza un'estensione limitata.

4) (2) (3) Le regioni posteriori delle linee oblique interne (creste milo-ioidee).
Costituiscono un fattore biologico negativo, perché in queste regioni la mucosa del pavimento buccale è a contatto diretto con gli elementi muscolari.
L'estensioni delle protesi mobili totale inferiori sono il limite massimo da sconsigliare perché esse possono interferire col sollevamento delle fibre del milo-ioideo al momento della loro contrazione.
Le estensioni delle protesi mobili totali inf. al di là delle linee oblique interne laddove la cresta muco ossea è molto riassorbita, possono essere saggiate allo scopo di ricercare un fattore di ritenzione supplementare rappresentato dal peso della lingua.
In questi casi l'estensione della protesi mobile totale inferiore non devono mai essere verticali ma lasciare il substrato osseo e dirigersi verso il basso per essere parallele all'obliquità delle fibre dei milo-ioidei in contrazione, è consigliabile inoltre in questi casi di scaricare la volta della protesi mobile totale inf. a livello delle creste milo-ioidei con lo scopo di evitare l'irritazione dovuta all'attrito.

4) (2) (4) Le regioni dei frenuli vestibolari antero-inferiori e latero-inferiori costituiscono un fattore biologico potenzialmente negativo che può diventare un fattore biolico realmente negativo quando la loro anatomia e la loro fisiologia non sono rispettate.
Un disimpegno insufficiente causa la rottura dell'ermeticità del giunto periferico della protesi mobile totale inf., al momento della messa intenzione di questi frenuli a causa della contrazione dei muscoli.
Un disimpegno eccessivo impedisce questo ermetismo perché il contorno periferico della protesi mobile totale inf. non trae vantaggio dalla parte compressibile e poco mobile della base di questi frenuli, ma poggia sulla parte dura e non compressibile della cresta muco-ossea inferiore.

4) (2) (5) La regione del frenulo linguale e dei genio-glossi costituisce un fattore biologico negativo.
Affinché il contorno periferico della protesi mobile totale inf. possa conformarsi all'anatomia e alla fisiologia del frenulo linguale e dei genio-glossi, bisogna praticare una scollatura al suo margine per permettergli di adattarsi al rilievo costituito da queste formazioni.
Questa scollatura non deve essere, malgrado tutto, eccessiva perché, per salvaguardare l'ermetismo del giunto periferico, bisogna che il contorno periferico della protesi mobile totale inferiore sia a contatto con i tessuti, durante le posizioni fisiologiche della lingua; posizione in retropulsione, nella quale la lingua è tirata indietro e il fondo buccale è abbassato: posizione di riposo, nella quale la lingua contatta la parte linguale degli incisivi inferiori e riposa sul fondo della bocca; posizione in propulsione moderata, nella quale la punta della lingua è tirata in avanti e riposa sul labbro inferiore.
La tensione dei genio-glossi aumenta progressivamente allorquando la lingua passa dalla posizione in retropulsione alla posizione in propulsione, nel corso di questo movimento, le parti dei genio-glossi prossime alle loro inserzioni si sollevano molto poco.
Per poter sfruttare questo minimo sollevamento, bisogna che il contorno periferico della protesi mobile totale inferiore sia molto prossimo al versante linguale della cresta muco-ossea, di modo che la protesi mobile totale inf. sottoposta ad una pressione limitata, abbia una debole tendenza a spostarsi e affinché il giunto periferico si mantenga ermetico.
Inoltre, l'effetto stabilizzante della lingua che riposa nella posizione in propulsione sulla protesi mobile totale inf. contribuisce alla sua ritenzione.
Allo scopo di eliminare il rischio del decubito, il contorno periferico della protesi mobile totale inf. deve essere particolarmente spesso 3 mm. e la pressione dei genio-glossi sia ripartita sulla superficie più estesa.
La situazione è molto differente allorquando la lingua e in propulsione e nello stesso tempo in elevazione (punta della lingua verso il naso) perché in questo caso i genio-glossi si sollevano nettamente e esercitano una pressione sensibile sotto il contorno periferico della protesi mobile inferiore.
L'esecuzione di tale movimento è sconsigliabile perché si tratta di un movimento limite non funzionale e non abituale per il paziente e potrebbe comportare una riduzione della superficie d'appoggio della protesi mobile totale inf. dannoso alla sua ritenzione.


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