<"Societa' Italiana di Chirurgia Implantoprotesica " rivista scientifica I.S.I.S.  

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IL TRATTAMENTO DEL DIABETICO NELLA PRATICA ODONTOSTOMATOLOGICA}

 

Mensile - Anno III - N° 3-4 - MARZO APRILE 1987 - Sped abb. post. Gruppo 3° 70%


ESTRATTO DA


CONCILIUM SANITATIS


RIVISTA SCIENTIFICA DI ATTUALITÀ MEDICA


C.S.I. CENTRO RICERCHE SPERIMENTALI
DIPARTIMENTO ODONTOIATRICO
DIRETTORE C. GUARINO
DOTT. M.M. BISEGNA, DOTT.SSA P. BISEGNA, DOTT. F. BOSCHI, DOTT. R. NANNI

 

IL TRATTAMENTO DEL DIABETICO NELLA PRATICA ODONTOSTOMATOLOGICA

Il diabete mellito, in Italia e negli altri paesi ad alto grado di civilizzazione, ha raggiunto ormai le proporzioni di una malattia sociale.
E' una malattia che riguarda l'odontostomatologia perché connessa sia con l'alimentazione che con la cavità orale.
Il paradenzio, in modo particolare, reagisce a disturbi anche lievi dell'organismo; ma le moxe patogene anche se non arrivano a produrre alterazioni evidenti nella cavità orale, ugualmente creano un terreno predisponente (alterazioni vasali) sul quale possono agire ulteriori stimuli irritativi in grado di provocare quadri morbosi locali.


PATOGENESI E FISIOPATOLOGIA

I soggetti diabetici sono più esposti alle vasculopatie, ed in particolare alle coronaropatie rispetto ai soggetti sani a causa delle alterazioni del ricambio glucidico e lipidico proprie della malattia.
Esse sono la macroangiopatia e la microangiopatia, dovute a processi di ipertrofia endoteliale con accumulo di sostanza amorfa, aumento di spessore della membrana basale, atrofia della media ed infiltrazione cellulare.
Sappiamo oggi con certezza che qualsiasi malattia di carattere generale ed in particolare quelle con disturbi endocrine o metabolici o vegetative sono in grado di influire negativamente anche sulle gengive e sui denti. Infatti proprio a causa delle alterazioni vasali che agiscono sfavorevolmente sulle gengive e sul paradonto, nel diabete vengono compromesse le capacità di difesa, con una maggior suscettibilità alle infezioni.

CASISTICA

La nostra casistica compredne 100 casi di età compresa tra I 18 e gli 80 anni, con valori glicemici fra 100 mg/100 ml e 350 mg/100 ml.
Di questi: il 22% presentava foruncolosi visibili palatalmente; il 13% ragadi agli angoli della bocca; il 5% ascessi paradontali visibili palatalmente; il 13% ragadi agli angoli della bocca; il 5% ulcerazioni localizzate alla gengiva; il 17% non aveva problemi paradontali.
Gli 83 pazienti che presentavano problemi stomatologici vennero divisi in due gruppi: gli appartenenti ad un primo gruppo furono sottoposti a detartrasi e courettage, ed a controlli più frequenti.
Dopo tre mesi quasi tutti avevano un pardonto marginale normale, con normalizzazione dei livelli glicemici; gli appartenenti al secondo gruppo furono sottoposti a detartrasi e ad estrazione dei denti mobili.
A tre mesi questi pazienti avevano ancora problemi paradontali.
Di essi, però, il 60% disse di non aver eseguito le istruzioni ricevute; i valori di glicemia in questo gruppo erano fra i 200-250 mg/ml.


CONCLUSIONI

Molto spesso il quadro clinico del diabete mellito può essere aperto proprio da una paradontopatia marginale.
Possiamo dire con certezza che il controllo metabolico del diabete è il primo e più importante fattore in grado di prevenire o ritardare la comparsa di tutte le lesioni tipiche del diabete, così come le alterazioni della mucosa orale e dell'apparato di sostegno dei denti.

Tutto ciò, ovviamente, se viene effettuata anche una corretta igiene orale.
Dall'indagine è emersa, inoltre, la minor facilità con cui si arriva alla guarigione nei soggetti con valori glicemici superiori ai 250/ml. La conclusione che possiamo trarre da questa indagine è la necessità di collaborazione fra stomatologo ed internista, una corretta igiene orale e la necessità di non sottovalutare i processi flogistici della cavità orale poiché possono rappre-sentare la manifestazione precoce di un diabete latente, ed indirizzare ad un più corretto controllo metabolico della malattia.


BIBLIOGRAFIA

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