<"Societa' Italiana di Chirurgia Implantoprotesica " rivista scientifica I.S.I.S.  

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LA TRANSILLUMINAZIONE A FIBRE OTTICHE IN ODONTOIATRIA CONSERVATIVA}

 

Mensile - Anno III - N° 3-4 - MARZO APRILE 1987 - Sped abb. post. Gruppo 3° 70%


ESTRATTO DA


CONCILIUM SANITATIS


RIVISTA SCIENTIFICA DI ATTUALITÀ MEDICA


C.S.I. CENTRO RICERCHE SPERIMENTALI
DIPARTIMENTO ODONTOIATRICO
DIRETTORE C. GUARINO
DOTT. M.M. BISEGNA, DOTT.SSA P. BISEGNA, DOTT. F. BOSCHI, DOTT. R. NANNI

 


LA TRANSILLUMINAIZONE A FIBRE OTTICHE IN ODONTOIATRIA CONSERVATIVA

La transilluminazione a fibre ottiche (T.A.F.) nell'odontoiatria conservativa può essere considerata un valido ausilio per le sue molteplici applicazioni, sia nella diagnostica che nella conservativa ricostruttiva vera e propria.
Il concetto di transilluminazione è ben noto ed altrettanto nota è la proprietà delle strutture dentarie che formano un complesso permeabile alla luce e quindi transilluminabile.
In fase diagnostica, alterazioni cariose del gruppo frontale possono essere ben messe in evidenza con la transil-luminazione, utilizzando un dispositivo con trasmissione a fibre ottiche che consente di concentrare il fascio prodotto da una sorgente luminosa direttamente sul dente in esame.
I vantaggi che ne derivano rispetto all'esame obiettivo tradizionale sono dovuti alla maggiore sensibilità e selettività diagnostica del sistema.

Troppe volte infatti nella pratica quotidiana si è perplessi di fronte alle comuni risposte ottiche generate dalla transilluminazione eseguita con la luce di lavoro tradizionale, annullando così la certezza di diagnosi precoce di tutti quei processi cariosi appena incipienti.
La T.A.F. consente di fare diagnosi di carie laddove emergono i limiti dell'esame tradizionale.
La formazione di una piccola carie incipiente viene facilmente evidenziata dalla presenza nell'area interessata di una macchia più o meno grande, di colorito scuro, opaca e non trasparente.
Le recenti innovazioni tecniche introdotte nella pratica conservativa hanno fatto rivedere quelli che erano i concetti applicati nella preparazione della cavità per il trattamento di carie interprossimale dei denti frontali.
Il risparmio di dentina che si può ottenere durante la preparazione è dato dal fatto che i nuovi adesivi smalto-dentinali consentono di assicurare una buona ritenzione al restauro affidandosi ai legami chimici che detti adesivi formano con il dente.
Ciò consente una preparazione che risparmia al massimo il dente, non dovendo l'operatore produrre nella dentina la necessaria estensione ritentiva nella dentina raccomandata dagli schemi classici dell'odontoiatria conservativa.
La tecnica più raccomandata e valida per l'aggressione di una carie che si origina nella zona interpossimale ne prevede il raggiungimento mediante la trapanazione da lato palatale per i denti dell'arcata superiore e dal lato linguale per l'arcata inferiore.
Nonostante i concetti appena espressi sul risparmio di tessuto dentario spesso durante la fase di raggiungimento della lesione cariosa, se essa di piccole dimensioni e messa in evidenza dalla T.A.F., si verifica una discreta perdita di smalto e dentina per l'impossibilità obiettiva all'operatore di individuare l'esatta localizzazione della zona cariata senza aver prima prodotto un iniziale sacrificio di smalto.
I limiti operatori, espressi da questa affermazione sono dovuti alle caratteristiche della sorgente luminosa diretta sul campo di lavoro.
L'intensità luminosa fornita dalla lampada di lavoro del riunito riflessa dallo specchietto sulla superficie palatale o linguale del dente non consente la visione della zona da raggiungere in quanto non sufficien-temente transilluminante.
La T.A.F. offre in questo caso dei significativi vantaggi rispetto al sistema di illuminazione tradizionale perchè consente di intervenire direttamente sulla zona da raggiungere.
La tecnica con la quale è possibile utilizzare la T.A.F. in queste condizioni prevede che la transilluminazione venga effettuata con la luce di lavoro spenta per meglio evidenziare il punto che interessa.

Il punto luce dell'apparecchio transilluminatore viene posto sulla superficie vestibolare del dente in modo che nessun raggio luminoso possa raggiungere direttamente lo specchietto con il quale si osserva il lato linguale o palatale del dente attraverso lo spazio interdentale e disturbare la visione all'operatore.
Non appena inquadrato con l'occhio il punto esatto dallo smalto sotto il quale si cela la piccola lesione cariosa, ben visibile grazie alla T.A.F., si può perforare lo smalto con i comuni strumenti ruotanti ad alta velocità, avendo la precauzione di utilizzare frese di piccolo calibro per non compro-mettere le premesse del metodo.
L'operazione condotta con tale metodica permette di ottenere un maggior risparmio di smalto e dentina , votati altrimenti a sicuro sacrificio.
A beneficio di un'apertura dalla cavità cariosa più ridotta si può notare che anche le successive operazioni di asportazione della dentina rammollita e rifinitura dei margini della cavità vengono eseguite con maggior risparmio di tessuto dentario e che la massa del restauro che si effettuerà sarà minore rispetto al sistema tradizionale, con l'evidente vantaggio di indebolire meno la struttura dentaria ed ottenere maggiori garanzie di solidità e resistenza delle pareti dentarie.


BIBLIOGRAFIA

"The application of blue polymer curing lights for diagnostic transillumination" - O' Brien W. J. Et al. J. Am. Dent. Assoc. 1983 Jun. 106(6) 839-42.

"Transillumination of breast tissues factors governing optimal imaging of lesions" - Watmough D.J. Radiology 1983 Apr. - 147(1) 89-92.

Clinical experience with the diaphanograph machine. Muirhead A. et al. All. B. Coll. Surg. Eng. 1984 Mar.; 66(2) 123-4.

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